EDWARD DE BONO

II pilastro del nostro metodo educativo

Edward De Bono

Alla Young Thinkers School, i pilastri fondamentali su cui viene improntato l’intero percorso di studi, gravano sull’insegnamento dei processi cognitivi della creatività concettuale – elaborati dallo psicologo maltese Edward De Bono – e gli studi sulle diverse tipologie di intelligenza sviluppate dallo psicologo statunitense Howard Gardner. Entrambi i pensieri costituiscono l’ispirazione e la vera e propria “spina dorsale” attorno al quale viene pensato ed edificato il nostro percorso formativo e le nostre attività scolastiche. Andiamo a vedere nello specifico di che cosa si tratta:

Edward De Bono ed I Sei Cappelli per Pensare.

Edward De Bono è considerato da molti come la principale autorità internazionale sul pensiero creativo e l’insegnamento diretto delle innumerevoli abilità del pensiero. È altresí il creatore del concetto di “pensiero laterale”, un’espressione oggi normalmente usata nel linguaggio comune ed economico, citata da qualche tempo come neologismo anche dall’Oxford Dictionary. Le teorie di De Bono orientano il nostro impegno formativo su tre principali direzioni:

1 – CO.R.T. (Cognitive Research Trust): Ovvero, lezioni didattiche specifiche per sviluppare la riflessività e la cognizione.

2 – I sei cappelli per pensare: Un metodo pratico e semplice, che consente di organizzare il nostro modo di pensare in maniera più produttiva.

3 – Il pensiero laterale: Una modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto, ovvero l’osservazione del problema da tante e diverse angolazioni.

Pilastro 1 – il Cognitive Research Trust (CO.R.T.)

Le lezioni Co.R.T. sono delle vere e proprie unità didattiche specifiche con la finalità di sviluppare maggiore riflessività e creatività negli alunni. Adatte a studenti di diversa età ed abilità, sono insegnate per un’ora la settimana da docenti appositamente preparati. Messe a punto all’Università di Cambridge dal Prof De Bono, queste lezioni danno agli alunni la possibilità di ampliare la loro percezione. Le unità didattiche sono organizzate in 6 cluster (gruppi) principali di 10 lezioni ciascuno, per un totale di 60 lezioni. Questi cluster accomunano tra loro le lezioni in funzione della loro tematica e finalità:

 

1- Ampiezza di vedute (organizzare il pensiero)

 

2 -Organizzazione (organizzare il pensiero)

 

3 – Interazione (pensiero interattivo e critico)

 

4 – Creatività (tecniche per stimolare la creatività)

 

5 – Informazioni e sensazioni (raccogliere e giudicare le informazioni)

 

6 – Azione (trasformare il pensiero in azioni)

Pilastro 2 – I Sei Cappelli per pensare

Sei Cappelli per pensare è un metodo pratico e semplice che aiuta ad organizzare il nostro modo di pensare in maniera più produttiva, affrontando un aspetto alla volta. Questa tecnica applicata è un eccellente esercizio per osservare i problemi da punti di vista ed ottiche eterogenee. Si tratta in pratica di interpretare ruoli fissi (simboleggiati dai cappelli) che incarnano diversi punti di vista, anche quello più lontano dalla nostra maniera di pensare. Questo meccanismo permette al bambino di svincolarsi dai suoi schemi caratteriali classici, permettendogli di superare la pura razionalità e sviluppare il proprio lato creativo.

Cappello bianco – Neutrale

Analisi dei dati e informazioni, di eventi precedenti, analogie ed elementi raccolti senza esprimere giudizi.

 

 Cappello blu – Razionale

Stabilisce priorità e metodo, sequenze funzionali. Pianifica ed organizza le regole del gioco.

 

 Cappello nero – Negativo

Rileva gli aspetti negativi, le ragioni per cui la cosa non può andare.

 

Cappello giallo – Positivo

Rileva gli aspetti positivi, i vantaggi e le opportunità dello scenario.

 

Cappello rosso – Emotivo

Esprime le proprie intuizioni ed emotività, suggerimenti o sfoghi liberatori.

 

Cappello verde – Creativo

Rientra nella sfera puramente creativa: nuove idee, analisi e proposte migliorative, visioni insolite ed originali.

 

Secondo De Bono, per trovare soluzioni davvero innovative bisogna uscire dagli schemi prefissati, mettere in dubbio le presunte certezze ed affidarsi ad associazioni di idee inedite.

Pilastro 3 – Il Pensiero laterale

Con il termine pensiero laterale si intende un approccio di risoluzione problemi logici che prevede un metodo indiretto, basato sull’osservazione del problema da differenti angolazioni (appunto laterale). Essa si contrappone alla classica visione mono-catalizzatrice della soluzione diretta tradizionale (visione verticale), seguendo la logica sequenziale.

 

 

“…Il pensiero verticale è selettivo, il pensiero laterale è produttivo…il pensiero verticale è analitico, il pensiero laterale è stimolante…il pensiero verticale è consequenziale, il pensiero laterale può procedere a salti…con il pensiero verticale ci si concentra e si esclude ciò che è irrilevante, con il pensiero laterale si accolgono favorevolmente le intrusioni del caso…con le categorie del pensiero verticale classificazioni e definizioni sono fissate, con il pensiero laterale non lo sono..”

(Edward de Bono: “Creatività e pensiero laterale: manuale di pratica della fantasia”.)

 

 

Secondo De Bono, quando si richiede una soluzione veramente diversa e innovativa, il Pensiero Verticale (basato sugli schemi logico-deduttivi), può certo generare dei risultati corretti, ma limitati dalla rigidità dei modelli logici tradizionali. Il Pensiero Laterale invece, grazie allo stravolgimento del concetto e partendo dal punto di vista più lontano possibile, mescola le ipotesi screditando risultati banali e sicuri, affidandosi ad associazioni del tutto casuali.

Edward De Bono

La Young Thinkers School ha adottato questo metodo e si avvale di insegnanti altamente specializzati e certificati a livello internazionale

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